wax cannabis

La parola “wax” in inglese significa “cera”. Che c’entra questo termine con la cannabis e i suoi derivati? Per spiegarlo bisogna prima capire quali processi sono oggi possibili nella realizzazione di una sigaretta da cannabis.

Un tempo ci si fermava all’erba da rollare nelle cartine, un accendino e tante speranze negli effetti…da quando la cannabis è diventata legale, e dunque è pure più controllata, sono aumentati i consigli e le mode su come consumarla.

Sappiamo che si possono costruire sigarette pure, sigarette avvolte nella foglia di tabacco, sappiamo che con le resine (Kief) si modificano le sigarette per ottenere nuove sensazioni. E poi c’è il wax. Un prodotto della cannabis gommoso e colloso come la cera, che si ottiene tramite delle operazioni ben precise e che si può anche prendere senza fumare, evitando così effetti collaterali pesanti per il cervello.

Come si ricava il Wax

Il wax è in pratica la sostanza allucinogena della cannabis ottenuta tramite l’utilizzo di olio di hashish detto BHO. Il risultato è un prodotto con un altissimo livello di cannabinoidi allucinogeni (80% di THC). Dopo aver lavorato le cime della canapa e aver raccolto quel che resta del processo di estrazione ed essiccazione, i residui vengono inseriti in uno stretto tubo da cui viene eliminata l’aria.

Si inserisce quindi il BHO che agisce separando le parti vegetali dalle sostanze forti. Tramite scuotimento o miscelazione si ottiene un prodotto colloso e cremoso che somiglia al miele o alla resina degli alberi, anche per la densità e la trasparenza. Una volta estratto, si lascia evaporare e poi si utilizza.

Il Wax da fumare o vaporizzare

Di solito il consiglio è di comprare una pipa speciale in grado di “vaporizzare” il wax. Si tratta di dispositivi che richiedono una certa cura, oltre ad avere un certo costo, che però permettono di aspirare wax in modo meno nocivo rispetto al fumo tradizionali.

Altre persone, preferiscono sbriciolarlo e mescolarlo alle cariche di “erba” e di tabacco dentro un’unica sigaretta. Ma la combustione del wax può lasciare residui bruciati che sono chimicamente pericolosi per i polmoni, dunque non sembrerebbe essere questo il modo migliore.

Un altro metodo per “vaporizzare” il wax è il dabbing: il dab è una sorta di “pipa” formata da un chiodo e da un tubo; una volta immerso il chiodo nel wax, si surriscalda e lo si lascia evaporare nel tubo che viene portato alla bocca dalla persona.  Oggi però esistono anche pipe elettroniche” da wax, che permettono di assumere questa sostanza senza troppi pericoli e soprattutto senza troppa fatica.

Perché si utilizza il Wax?

wax cannabis

Perché tutto questo studio e concentrazione per produrre una sostanza collosa e complicata? Perché, a detta degli appassionati, il wax dona alla cannabis un sapore tre volte più intenso e gradevole di quello che ha tradizionalmente. Inoltre, grazie alla ricchezza di THC, gli effetti sono immediati e profondi.

Chi usa la cannabis per scopi medici vaporizzando il Wax potrebbe beneficiare in modo immediato degli effetti dei cannabinoidi all’interno della cannabis. Infatti, questa sostanza riesce a permettere al THC di agire subito sul dolore o sul malessere dando sollievo immediato.