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cbg cannabigerolo

Le diverse proprietà benefiche e curative della cannabis sono ormai un argomento discusso e in alcuni casi comprovato da diversi stati in Europa e nel resto del mondo. Nonostante, gli studi che si effettuano tutti i giorni siano ancora molti, possiamo affermare che solo negli ultimi anni i cannabinoidi e i derivati abbiano iniziato a suscitare un forte interesse nell'ambito della ricerca scientifica.

La scoperta dei fitocannabinoidi ha portato prima alla classificazione e poi allo studio dei vari tipi contenuti naturalmente all'interno delle piante di cannabis.

Queste piante, sono innanzi tutto ricche di THC, ossia il tetraidrocannabinolo psicoattivo, ma questa non è l'unica molecola che caratterizza la pianta della marijuana. All'interno di queste piante, troviamo infatti, diverse molecole non psicoattive come il CBD, il CBN, il CBC e il CBG (cannabigerolo). Queste molecole non psicoattive, sono quelle che permettono alla pianta di avere effetti benefici e curativi per varie patologie.

Il Cannabigerolo o CBG, è uno dei cannabinoidi che ha dimostrato durante i vari studi scientifici di possedere le maggiori proprietà terapeutiche. Sicuramente, questo cannabinoide può essere considerato al quanto prezioso, specialmente per il trattamento di una gamma di disturbi specifici, che al momento sono curati con l'impiego di numerosi farmaci di sintesi chimica.

Quali sono, però, le caratteristiche e gli effetti terapeutici del CBG? Vediamoli insieme! 

Caratteristiche del CBG

molecola chimica cbg cannabigerolo

Cos'è il CBG, lo abbiamo già spiegato nel paragrafo precedente, ma ciò che maggiormente interessa sono le sue caratteristiche e applicazioni in campo medico. Il CBG è stato estratto puro per la prima volta nel lontano 1964, dallo scienziato Y.Gaoni che riuscì a scoprire la struttura e ad effettuare la sintesi di diversi tipi di cannabinoidi, tra questi c'era il CBG. Secondo i vari studi effettuati da Gaoni e dai suoi successori, questo è un composto terpenofenolico, ossia come gli altri presenti nella cannabis, può essere suddiviso in tre diverse molecole che presentano a loro volta diverse proprietà chimiche che possono avere diverse funzioni e applicazioni in campo farmaceutico.

Ad esempio, la parte idrofila (l'anello fenolico) può avere delle proprietà antimicrobiche e antibatteriche. Le due catene lipofile, poste alle estremità opposte all'anello fenolico, invece sono la catena n-alchilica e una catena terpenoica. Queste due catene lipofile hanno diverse azioni terapeutiche, e grazie alla loro struttura si presentano con uno scarso potere idrosolubile. Essendo poco idrosolubili, queste riescono a penetrare meglio all'interno dei tessuti e delle membrane, garantendo così un effetto curativo e terapeutico maggiore rispetto ad altri farmaci.

Studi e applicazioni terapeutiche del CBG

Sul CBG sono stati effettuati innumerevoli studi al fine di dimostrare i suoi poteri terapeutici. Bisogna considerare, solo, che purtroppo questo cannabinoide a differenza degli altri è contenuto in forma minore, e quindi per estrarne una quantità sufficiente all'applicazione terapeutica c'è bisogno dell'impiego di numerose piante di cannabis.

Anche se le quantità di questa molecola all'interno della cannabis, sono ridotte, le sue capacità terapeutiche sono invece al quanto sorprendenti, specialmente se la si abbina ad altre molecole cannabinoidi come il CBD. Gli studi di Evans nel 1991, dimostrarono come il CBG avesse degli effetti antieritematosi e analgesici. Infatti, grazie alla sua struttura questo riesce a bloccare il processo di lipoossigenasi e riduce l'infiammazione molto più velocemente rispetto ai normali analgesici in commercio. 

marijuana e cannabigerolo

I suoi effetti terapeutici, però non si limitano a questi. Il CBG è considerato un rimedio per malattie della pelle come la psoriasi, in quanto questo riesce a inibire la proliferazione dei cheratinociti. Tra gli effetti più conclamati ci sono però quelli che il CBG ha su malattie mortali come cancro e tumore.

Infatti, il CBG sarebbe un antagonista del TRPM8, e per questo motivo potrebbe essere impiegato come cura del cancro alla prostrata e delle infiammazioni e malattie della vescica. Durante alcuni studi, questo ha dimostrato anche di essere una molecola citotossica in grado di combatte il carcinoma epitelioide umano, come quello che si manifesta nel cancro al seno. Infatti, il CBD e il CBG insieme, vengono considerati i fitocannabinoidi più efficaci contro il cancro che colpisce il seno. 

L'impiego del CBD e del CBG insieme si è dimostrato utile anche per combattere altre patologie come ad esempio l'ansia e la depressione. Inoltre, il CBG potrebbe essere utilizzato in sinergia anche con altri terpenoidi come ad esempio la melissa, o la lavanda. In generale, dunque l'azione esclusiva o sinergica del CBG potrebbe comportare diversi benefici per la salute dell'uomo e la cura di diverse malattie.