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sigaretta elettronica

Si sa, la sigaretta elettronica non nasce né come dispositivo medico né come rimedio per smettere di fumare.

Essendo però un dispositivo che produce vapore aromatizzato si è affermato come una alternativa al fumo della sigaretta tradizionale quindi in effetti può essere comunque utilizzato come strumento per chi sta cercando di smettere.

Infatti, delle diverse tecniche con cui i fumatori incalliti provano a liberarsi della dipendenza da tabacco (gomme alla nicotina, cerotti, etc) la sigaretta elettronica sembra uno dei pochi a dare risultati.

Questo perché la sigaretta elettronica permette al fumatore di mantenere le abitudini tipiche legate alla gestualità del fumatore , la sua ritualità, (come la sigaretta dopo il caffè) e quindi alla dipendenza psicologica dall'oggetto sigaretta. Per non parlare del fatto che permette anche di gestire la dipendenza nicotinica, riducendola a poco a poco.

Molti studi supportano l'utilità delle sigarette elettroniche per smettere di fumare

Oltre a un’ipotesi o a un’impressione, il fatto che l’e-cig aiuti a smettere di fumare è supportato ormai da diversi studi.

Riccardo Tolosa, docente di medicina dell’Università di Catania, ha ha condotto uno studio clinico sulle sigarette elettroniche, grazie al quale ha dimostrato che su 40 partecipanti, il 32.5% ha ridotto di almeno il 50% il numero di sigarette fumate al giorno, mediamente da 25 a 6, dimostrando che le e-cig aiutano a smettere di fumare: "E' uno strumento che permette al fumatore di mantenere le abitudini tipiche legate alla gestualità", ha dichiarato Tolosa, aggiungendo che anche la nicotina contenuta dalle sigarette elettroniche non è dannosa: "Non dobbiamo vedere le sigarette elettroniche come strumento per smettere di fumare, ma piuttosto come nuova straordinaria opportunità per ridurre i rischi fumo-correlati".

Altri dati rilevati da diversi studi sul fenomeno e-cig e salute ci dicono che si riscontra una generale cessazione o riduzione dell'abitudine da fumo, in soggetti che in realtà non avevano intenzione di smettere, ma che hanno trovato nelle sigarette elettroniche uno strumento alternativo.

Per esempio, durante uno studio condotto all’Ieo (Istituto Europeo di Oncologia) sono state date sigarette elettroniche (senza nicotina) a 65 pazienti, fumatori (almeno 10 sigarette al giorno da almeno 10 anni), che avevano avuto infarti o un tumori. Tra loro il 60% ha smesso di fumare, mentre colore che non l’hanno utilizzata ma hanno avuto altri metodi a disposizione, hanno visto solo il 30% del gruppo abbandonare il fumo. Un’altra parte dei pazienti dello studio non ha smesso di fumare ma ha comunque ridotto notevolmente l’uso.

Secondo il celebre oncologo Umberto Veronesi (prima della sua morte direttore scientifico dell’Ieo) se tutti coloro che fumano sigarette tradizionali si mettessero a fumare sigarette senza tabacco verrebbero salvate 30.000 vite all'anno in Italia e 500 milioni nel mondo.

Uno studio invece condotto in Nuova Zelanda, pubblicato un mese fa su The Lancet, ha trovato risultati positivi ma meno schiaccianti. Infatti su 650 persone quasi il 60% ha smesso di fumare dopo due mesi, ma dopo sei mesi la percentuale di chi ancora si teneva alla larga dalle sigarette era ridotta al 20% per cento.

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Anche i ricercatori della Cochrane Collaboration sostengono che le sigarette elettroniche aiutino i fumatori a liberarsi dal vizio e non sembrano credere a particolari effetti collaterali. “Quello che sappiamo dalle prove ancora limitate che abbiamo a disposizione dicono che le sigarette elettroniche con nicotina possono aiutare le persone a smettere di fumare“, ha detto Jamie Hartmann-Boyce dell’Università di Oxford. Queste affermazioni vengono da un’approfondita analisi di tutti gli studi pubblicati sulla materia che, secondo i ricercatori, sono molti di più rispetto a qualche anno fa e ribadiscono il grande aiuto che possono rappresentare le sigarette elettroniche per smettere di fumare.

John Britton poi, direttore del Centro britannico di Studi tabacco e l’alcool dell’Università di Nottingham, afferma che le sigarette elettroniche di ultima generazione sono molto più efficaci per smettere di fumare.

Anche l’Osservatorio fumo, alcol e droga dell’Istituto superiore di sanità realizzata in collaborazione con il Centro antifumo dell'ospedale San Giovanni Bosco (Asl TO 2) di Torino, afferma che un fumatore su due può abbandonare la sigaretta tradizionale, con una significativa riduzione dei danni respiratori, grazie a un “uso guidato” delle e-cig.

Uno strumento di disassuefazione

Walter Ricciardi, Commissario straordinario dell’Istituto superiore di sanità, crede infatti molto nell'importanza di usare la sigaretta elettronica come strumento di disassuefazione in ambito sanitario, permettendo ai forti fumatori di assimilare la giusta quantità di nicotina per evitare nel paziente tossicità da eccesso o crisi di astinenza.

Risulta infatti più semplice tramite le e-cig assumere la giusta quantità nicotina necessaria per evitare la crisi di astinenza, perché appunto facilmente regolabile nel dispositivo.
Resta comunque la forte perplessità dell’Istituto Superiore di Sanità Italiano sull'effettiva efficacia delle sigarette elettroniche. L'ISS infatti non si è ancora mai espressa con affermazioni forti in assenza di studi clinici più ampi e completi, soprattutto degli effetti a lungo termine. Viene tuttavia ammesso un giudizio tiepidamente positivo sulla minore tossicità del vapore delle sigarette elettroniche rispetto all’uso delle sigarette tradizionali e sulla assenza di rischio di “vapore passivo”.