Tabacco

Il consumo di Tabacco ha origini antichissime, ma possiamo dire che i primi fumatori conosciuti sono gli indigeni del territorio Americano.

Nato come pianta dall’utilizzo medico e rituale, poi esportata in Europa per i suoi scopi ricreativi, il Tabacco si è evoluto incontrando le preferenze dell’uomo nel corso della storia.

Ecco la storia relativa alla pianta più diffusa e consumata al mondo.

Storia del Tabacco

La storia del Tabacco nasce nel continente americano, dove le popolazioni usavano le foglie essiccate prevalentemente a scopo ricreativo e rituale.

L’uso delle pipe per uso quotidiano era infatti riservato quasi esclusivamente ad erbe di uso comune, come lavanda e altre erbe spontanee.

Con l’arrivo dei colonizzatori europei il tabacco assunse presto un altro scopo, subendo mire capitalistiche e commerciali.

Gli Europei rimasero impressionati dalla sensazione di relax ed euforia causata dall’aspirazione di queste foglie bruciate e videro subito il potenziale di vendita.

Iniziarono così l’esportazione nei propri paesi d’origine, dove divennero estremamente popolari.

Opposizioni e lotta al tabacco.

I primi che si opposero al consumo di tabacco furono i missionari Cristiani, che videro nel consumo della pipa una cattiva abitudine per “mente e corpo”, inducendo un progressivo abbandono nelle popolazioni evangelizzate.

Parallelamente alla diffusione in europa, anche il suo consumo oltreoceano fu aspramente osteggiato.

Nel 1604 Giacomo I d’Inghilterra scrisse un libretto chiamato “Una forte opposizione al Tabacco”, in cui accusava il nuovo vizio di essere un’abitudine malsana e poco piacevole,  “nociva per il cervello e pericolosa per i polmoni”.

Decise così d’imporre pesanti dazi per l’importazione del tabacco, veto promosso anche nell’Impero Russo.

Nonostante questi divieti la produzione continuò fiorente e imperterrita, diffondendosi in tutto il continente Europeo a macchia d’olio.

Il primo politico che intuì il grosso guadagno attorno al commercio e alla vendita del tabacco fu Jean-Baptiste Colbert, che nel 1660 chiese la licenza per un regime di monopolio regale a Luigi XIV, il re Sole.

La produzione fu florida e ricca, diffusa rapidamente in tutti gli stati e soppiantando definitivamente il contrabbando illegale di tacco nel vecchio continente.

In Italia il monopolio del Tabacco entrò in vigore solo nel 1861, andando a rimpolpare le casse dello Stato ormai esigue.

Nicotina

In realtà in pochi conoscevano davvero i reali effetti provocati dal consumo di Tabacco.

Un esempio lampante ne è Jean Nicot, ambasciatore francese che donò alla corte di Caterina de’ Medici foglie di tabacco considerandole curative.

L’ambasciatore spiegò che le sostanze contenute all’interno della pianta avessero proprietà uniche nel loro genere.

A quanto pare erano efficaci per combattere le patologie legate all’apparato respiratorio, diminuendo asma, tosse e ulcera. Dire che si sbagliava è riduttivo.

A sua discolpa possiamo dire che la Nicotina produceva un senso di immediato benessere nei fumatori, e Jean Nicot la promosse in questi termini, osservandone l’utilizzo da parte degli indiani d’America.

La Nicotina presente nel tabacco veniva utilizzata originariamente durante i rituali magici o le cerimonie sacrificali dei nativi d’America.

Se assunta in dosi massicce produce infatti un senso di esaltazione ed euforia con effetti molto simili a quelli del consumo di eroina e cocaina, traendo in errore il povero Nicot.

Oggi sappiamo che la Nicotina contenuta nel tabacco entra in circolo molto velocemente, e dopo 48-72 ore circa arrivano i picchi di astinenza.

Ci vogliono circa 3 settimane per smaltire del tutto la Nicotina presente nel sangue, tempo durante il quale si inizia la disintossicazione.

Ovviamente non produce i fantasmagorici effetti promessi da Jean Nicot, ma viene molto utilizzata a scopo ricreativo da chi cerca un rimedio rapido e piacevole per alleviare lo stress o l’ansia.

In ogni caso dobbiamo a lui il termine scientifico Nicotina, perché in suo onore la pianta venne battezzata “Pianta Nicotina”.

Il consumo di Tabacco ai giorni nostri

Il tabacco sfuso ha subìto una rapida impennata dopo secoli di torpore, sostituendo il monopolio riservato alle sigarette confezionate.

Molti tabagisti trovano estremamente piacevole e rilassante il rituale dedicato alla preparazione della cartina.

Il momento del fumo inizia arrotolando tabacco trinciato e filtro all’interno della, per poi richiudere il tutto e osservare il risultato perfetto.

Possiamo dire che il tabacco sfuso privo di additivi sia una soluzione meno pericolosa rispetto alle sigarette classiche.

Questo in soprattutto per il ridotto contenuto di catrame e altre sostanze altamente cancerogene presenti in maniera massiccia nelle sigarette industriali.

Inoltre il consumo del tabacco sfuso richiede più preparazione, una personale regolazione del dosaggio e la possibilità di personalizzare la miscela con altre erbe o spezie.

Un piccolo rituale di piacere a cui pochi fumatori riescono a resistere.

Scopri in questa sezione tutte le nostre recensioni, le ricette con nuove miscele, le curiosità e le caratteristiche di ciascun tipo di tabacco.

Benvenuto nel mondo dedicato ai fumatori di tabacco sfuso!

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